La Cina intensifica la repressione sulle esportazioni di droni a seguito della guerra in Ucraina

Cina intensifies drone export restrictions following Ukraine war

Aziende come DJI Technology Co. in Cina hanno portato il paese in prima linea nell’industria globale dei droni. La competenza tecnologica e i prezzi bassi della Cina hanno reso il paese un leader mondiale nel settore dei droni. Le preoccupazioni sull’uso militare dei droni sono state aumentate alla luce del conflitto attuale in Ucraina.

Le preoccupazioni sull’uso potenziale dei droni civili a fini militari sono state portate alla luce dal conflitto in corso in Ucraina, che ormai dura da oltre 17 mesi. Secondo quanto riportato, entrambe le parti in conflitto hanno utilizzato droni prodotti in Cina per ricognizione e possibilmente attacchi. Di conseguenza, il governo cinese ha adottato misure per impedire che i droni civili vengano trasformati in armi.

Attualmente, la Cina sta limitando l’esportazione di determinati tipi di droni nel tentativo di impedirne l’uso per “fini non pacifici”. Queste restrizioni si applicano ai droni che soddisfano determinati criteri, come la capacità di volare oltre la linea di vista degli operatori, rimanere in aria per più di 30 minuti, avere accessori che possono lanciare oggetti o pesare più di 7 chilogrammi (1512 libbre).

Il Ministero del Commercio cinese ha emesso una dichiarazione in cui spiega le motivazioni di queste restrizioni all’esportazione. È stata espressa una preoccupazione sul possibile uso improprio dei droni civili con funzioni avanzate a scopi militari. Il ministero ha sottolineato la posizione della Cina contro l’uso militare dei droni civili e ha presentato l’aumento della regolamentazione dei droni come un’azione responsabile di una grande potenza.

Come misura precauzionale in seguito alla crisi in Ucraina, alcune aziende cinesi di droni civili hanno volontariamente interrotto tutte le operazioni nelle zone calde. Questa azione dimostra il loro impegno nel prevenire l’uso dei loro droni nei conflitti. D’altra parte, il governo cinese ha affermato che gli Stati Uniti e i media occidentali hanno diffuso bugie sulle esportazioni di droni cinesi.

Nel aprile del 2022, DJI Technology Co., un importante attore dell’industria dei droni, ha annunciato che lascerà i mercati russo e ucraino per impedire che i suoi droni vengano utilizzati in conflitti armati. La decisione dell’azienda di prendere le distanze da eventuali applicazioni militari e di enfatizzare l’uso responsabile dei suoi prodotti si riflette in questa mossa.

Rapporti di intelligence statunitensi secondo i quali Pechino potrebbe aver fornito equipaggiamenti con potenziali applicazioni militari all’esercito russo hanno gettato un’ombra di sospetto sulla cooperazione economica e commerciale tra la Cina e la Russia. Funzionari cinesi hanno difeso i legami commerciali del loro paese con la Russia, definendoli “normali cooperazione economica e commerciale”. Il rapporto solleva tuttavia preoccupazioni sulle conseguenze che potrebbero derivare dal sostegno della Cina alle operazioni militari del governo russo.

Se la Cina continua a sostenere l’effort bellico della Russia in Ucraina, l’amministrazione Biden ha minacciato conseguenze non specificate. Non vi è indicazione nel rapporto recente su quali specifici scambi commerciali tra Cina e Russia potrebbero provocare ritorsioni da parte degli Stati Uniti, ma evidenzia le potenziali tensioni diplomatiche che potrebbero derivare dall’implicazione della Cina nel conflitto.

La posizione del governo cinese sul conflitto in Ucraina è coerente con la sua politica di non interferire negli affari degli altri paesi. Funzionari cinesi hanno pubblicamente sostenuto le giustificazioni russe per l’attacco e hanno bloccato i tentativi di censurare la Russia presso l’ONU. Tuttavia, le recenti restrizioni all’esportazione dei droni mostrano che la Cina sta agendo seriamente per agire in modo responsabile come potenza globale.

La Cina deve trovare un equilibrio tra la protezione dei suoi interessi economici come principale produttore di droni e l’adempimento delle sue responsabilità globali come grande paese responsabile, come dimostra la decisione di imporre controlli all’esportazione dei droni civili.

La Cina spera di dimostrare la sua dedizione alla pace e alla stabilità mondiale prendendo provvedimenti per fermare l’abuso dei droni a fini militari. Resta da vedere quali effetti avranno queste limitazioni sull’industria dei droni cinese e sulle relazioni internazionali, ma è chiaro che la Cina sta agendo per affrontare le preoccupazioni portate alla luce dal conflitto in Ucraina.

Sarà sempre più importante per tutte le parti coinvolte trovare un equilibrio tra l’avanzamento tecnologico e la compromissione della sicurezza globale man mano che la situazione si sviluppa.

Prima riportato su AP News

Domande frequenti

Cosa ha portato la Cina in prima linea nell’industria globale dei droni?

La competenza tecnologica e i prezzi competitivi della Cina l’hanno resa un leader mondiale nell’industria dei droni, con aziende come DJI Technology Co. che svolgono un ruolo significativo.

Come ha sollevato preoccupazioni il conflitto in Ucraina sull’uso dei droni civili a fini militari?

Entrambe le parti del conflitto hanno utilizzato droni prodotti in Cina per ricognizione e potenzialmente per attacchi, suscitando preoccupazioni sull’uso dei droni civili come armi.

Come affronta la Cina le preoccupazioni sull’uso militare dei droni civili?

Come misura precauzionale, la Cina sta limitando l’esportazione di determinati tipi di droni che hanno caratteristiche avanzate, al fine di prevenire il loro utilizzo per “scopi non pacifici”.

A quali criteri si applicano le restrizioni all’esportazione di droni in Cina?

Le restrizioni si applicano ai droni che possono volare oltre la linea di vista degli operatori, rimanere in aria per più di 30 minuti, avere accessori per lanciare oggetti o pesare più di 7 chilogrammi.

Qual è stata la posizione del governo cinese sull’uso militare dei droni civili?

Il Ministero del Commercio cinese ha sottolineato la posizione della Cina contro l’uso militare dei droni civili e ha presentato l’aumento della regolamentazione dei droni come una mossa responsabile da parte di una grande potenza.

Come ha risposto DJI Technology Co. al conflitto in Ucraina?

In risposta alle preoccupazioni riguardanti le applicazioni militari, DJI Technology Co. ha annunciato che lascerà i mercati russo e ucraino per impedire che i suoi droni vengano utilizzati in conflitti armati.

Quali preoccupazioni sono state sollevate sulla cooperazione economica e commerciale tra la Cina e la Russia?

Rapporti dei servizi segreti statunitensi hanno suggerito che Pechino potrebbe aver fornito attrezzature con potenziali applicazioni militari all’esercito russo, sollevando preoccupazioni sull’ingerenza della Cina nel conflitto.

Come si concilia la posizione della Cina sul conflitto in Ucraina con la sua politica estera?

La posizione della Cina si allinea alla sua politica di non interferire negli affari interni di altri paesi, in quanto ha pubblicamente appoggiato le giustificazioni russe per l’attacco e ha bloccato gli sforzi per censurare la Russia presso l’ONU.

Cosa dimostra la decisione della Cina di imporre controlli all’esportazione di droni civili?

La decisione della Cina mostra la sua dedizione alla pace e alla stabilità mondiale prendendo provvedimenti per prevenire un uso improprio dei droni a fini militari, bilanciando al contempo i suoi interessi economici come principale produttore di droni.

Cosa resta da vedere riguardo all’impatto delle restrizioni all’esportazione?

È ancora da determinare come queste limitazioni influenzeranno l’industria dei droni in Cina e le sue relazioni internazionali, ma dimostrano la risposta della Cina alle preoccupazioni derivanti dal conflitto in Ucraina.

Immagine in evidenza: Unsplash